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Suor "Eulalia Abbatissa Monasterii paradisus" nel 1465 si rivolge al "domino Marioto de Benvenutis" (L'archivio a casa 6)


Eulalia Buondelmonti invia a Mariotto Benvenuti, facoltoso imprenditore tessile fiorentino, una lettera tracciata con eleganti caratteri e arricchita da un capolettera miniato dal quale si affaccia santa Brigida, con il libro, la veste bruna e la croce rossa dell’ordine da lei fondato.

Eulalia è badessa del Monastero del Paradiso, edificato nei pressi di Firenze a partire dal 1392 da Antonio degli Alberti nei locali della villa di delizie della propria famiglia, per le suore e i frati dell’ordine brigidino, di recentissima fondazione. Ancora nel 1465, anno di partenza della lettera, nonostante le polemiche e i pareri contrari, il convento accoglie religiosi di ambo i sessi sotto uno stesso tetto, ma in zone fra loro separate dell'edificio, “sub diversis clausuriis”.

Possiamo immaginare la sorpresa di Mariotto, quando il postino ha bussato alla porta del suo palazzo fiorentino e gli ha consegnato una così sontuosa epistola, arrotolata e chiusa da un sigillo in cera rossa, una sorta di patente per il paradiso. Eulalia e il confessore Stefano, le sorelle e i fratelli del Monastero del Paradiso gli comunicano infatti di ammettere lui e la sua famiglia, la madre Lisa Della Stufa, la moglie Brigida Spinelli e il figlio Lorenzo, nel corso di tutta la loro vita e anche dopo la morte, a godere dei benefici “di tutte le messe, le orazioni, i salmi, e le altre preghiere, di tutte le veglie, i digiuni e le astinenze, delle elemosine, le penitenze e di tutti gli altri esercizi spirituali” che si fanno e che si faranno nel convento.

Ciò grazie ai meriti che il mercante fiorentino si era guadagnato con la sua generosa beneficenza: “con l’amore della vostra devotione e il fervore delle vostre attenzioni” tanto da essere eletto “devoto fra i soldati del nostro culto”.

Nos frater Stefanus ex nunc indignus generalis confessor et soror Eulalia Abbatissa Monasterii paradisus appellati prope florentiam ordinis Sancti Augustini Sancti Salvatoris nuncupati quem Sancte Brigide vulgus ascribit ceterique fratres et sorores eiusdem Monasterii sub diversis clausuriis

domino famulantes Marioto de Benvenutis ac benefactori nostro singularissimo Salutem in domino et orationum sufragiis salutare.

Meretur vestre devotionis affectus ac pie intentionis fervor quem erga ordinem nostrum precipue ad nostrum Monasterium de paradiso vos habere cognovimus ut inter singulares nostre religionis devotus vos ascribamus.

Propterea ex nunc omnium missarum horarum psalmorum aliarumque orationum vigiliarum ieiuniorum abstinentiarum elemosinarum disciplinarum ceterorumque exercitiorum spiritualium que auctore deo in hac nostra fiunt congregatione et fient in posterum participem vos esse volumus in vita pariter et in morte.

In quibus quoque beneficiis volumus habere Lixiam venerabilem genitricem vestram et Brigidam coniugem vestram nec non Laurentium natum vestrum plenam participationem.

Addentes de gratia spetiali que cum obitus vester quem deus felicem faciat nostro fuerit conventui nuntiatus ibidem recomendabimini.

Datum cum nostri maioris sigilli appositione Anno domini M°cccc° Lx° v° die ij° Iunii.

                                                      per vedere meglio la lettera

La pergamena è conservata nell'Archivio Niccolini di Camugliano, insieme a molta altra documentazione riguardante Mariotto Benvenuti, il padre Lorenzo, il nonno Marco, perché proprietari dei beni di Bibbiena, poi pervenuti ai Niccolini.

 

Suor "Eulalia Abbatissa Monasterii paradisus" nel 1465 si rivolge al "domino Marioto de Benvenutis" (L'archivio a casa 6)